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La Crociata dei Bambini

Nella primavera del 1212, papa Innocenzo III aveva proclamato la quinta crociata e a questo scopo aveva ordinato a tutti i vescovi di preparare gli animi, organizzando grandi processioni.

"Eodem anno fuit iter stultorum puerorum", "in quello stesso anno ebbe luogo il viaggio degli stupidi bambini": con questa sprezzante frase un analista del tempo liquida un fenomeno di esaltazione collettiva senza precedenti, al cui confronto le strane apparizioni di angeli e le molte madonnine piangenti dei giorni nostri, seppure esaltate dai media, appaiono ben poca cosa.

Un giorno d' estate del 1212, infatti, alla corte di Filippo Augusto re di Francia si presentò un pastorello di dodici anni che si chiamava Etienne(Stefano); portava con sè una lettera che diceva di aver ricevuto da Cristo e che gli dava l' incarico di liberare il Santo Sepolcro insieme ad altri bambini come lui. Nessuno a corte lo prese sul serio, ma il piccolo pastorello cominciò a predicare davanti alle chiese di Francia e in breve tempo sollevò un tale entusiasmo da trascinare con sè folle di bambini.
I bambini fuggivano di casa per unirsi al gruppo dei piccoli crociati; in breve tempo questa folla s' ingrossò sino a comprendere molte migliaia di persone.
Stefano li conduceva in direzione del mare: il mare infatti (dicevano le sue visioni) si sarebbe aperto al loro passaggio come era avvenuto con Mosè nel Mar Rosso.

Un gruppo di bambini francesi, guidati dal pastorello Etienne, partì da Cloyes, un paese non lontano da Chartres situato sul cammino di Santiago, mentre un altro, di bambini tedeschi, capeggiato da un giovane chiamato Nikolaus, mosse da Colonia. Lungo il traggitto il corteo si ingrossava a vista d' occhio, a mano a mano che si univano i bambini delle città e delle campagne da esso attraversate; si parla di venti o trentamila persone per ciascuno dei due gruppi, formato non soltanto da bambini e ragazzi, ma anche da giovani donne con i figli al seno, prostitute e poveracci, cioè quasi tutti disperati con poco o nula da perdere, esaltati dalla prospettiva di una missione "santa" per il cui successo la loro stessa condizione di emarginati costituiva un presupposto vincente.
La predicazione francescana fu infatti uno dei motori ideologici di questa pazzesca impresa: il presupposto era che quello che non era riuscito ai potenti della terra, ai nobili e cavalieri, sarebbe riuscito ai bambini e ai loro seguaci, perchè veramente puri di cuore e vicini a Dio.

Inutile dire che l' impresa, se incontrò il massimo appoggio e favore del popolo, fu osteggiata in tutti i modi dal clero e dalle autorità costituite; il re di Francia Filippo Augusto, al quale Etienne e i suoi erano andati a chiedere sostegno a Parigi, ordinò loro di tornarsene a casa, forte del parere di un comitato di "esperti", formato da dottori dell' università.

Come finì? Malissimo, com' era da prevedere, e come tutte le crociate riferiscono. I bambini tedeschi si divisero in due o tre gruppi diretti verso l' Italia; il più importante, quello diretto da Nikolaus, dopo aver passato le Alpi-impresa di per sè già straordinaria, nelle condizioni dell' epoca-arrivò decimato a Genova dove i piccoli crociati si dispersero, demoralizzati e abbattuti, giacchè dopo tante peripezie il mare non si era aperto davanti a loro come il Mar Rosso.
Una parte si imbarcò effettivamente su una nave e se ne persero le tracce; gli altri tornarono a casa o rimasero a lavorare in Italia. Una sorte molto peggiore toccò ai bambini francesi; giunti a Marsiglia vennero imbarcati su sette navi da due mercanti senza scrupoli( dai significativi nomi di Ugo il Ferro e Guglielmo il Porco) che promisero di condurli in Terrasanta e invece li vendettero come schiavi in Egitto, a conclusione di un viaggio spaventoso. Di loro non si seppe più nulla.

Della tragica avventura di quei bambini del XIII secolo è rimasta traccia nella fiaba del pifferaio di Hamelin:"...tutti i bambini uscivano dalle case e lo seguivano come incantati; niente poteva fermarli. Giunsero ai piedi di una montagna, dove improvvisamente si aprì una grande porta; tutti i bambini vi entrarono, la porta si richiuse dietro di loro e nessuno li rivide mai più".

Ideato un sistema pay-per-view per i funerali



Un crematorio inglese ha ideato uno sistema pay-per-view che consente ai parenti che non possono assistere di persona ai funerali di guardarli in diretta su Internet.

Da domani, amici e parenti possono pagare £75 per avere una password, che consente di accedere alle cerimonie del crematorio di Southampton.
Le riprese verranno realizzate con una piccola camera digitale. Per £ 75, la famiglia riceverà un nome utente e una password che possono trasmettere a tutti coloro che non possono partecipare alla cerimonia. Inoltre è anche possibile acquistare un DVD per £ 50 e una registrazione audio per £ 25.

Circa 3500 cremazioni vengono effettuate ogni anno nelle due cappelle del crematorio. Il gestore Trevor Mathieson sostiene che ""E' come chi vuole guardare Sky per seguire la Premier League. Non stiamo mettendo i servizi in Internet per chiunque voglia guardarli. La sicurezza è molto importante. Si tratta solo di un servizio migliore per coloro che vogliono ricordare il defunto".

Ha poi aggiunto: "Alcune persone pensano che non sia una cosa da fare. Ma viviamo in un mondo in cui i membri di una famiglia vivono in tutto il Mondo. Ci sono un sacco di persone che non possono partecipare direttamente a un funerale".

"Non ho tempo per portarti dal dottore, devo pregare" e intanto la bambina muore

Una bambina di 11 anni è morta perchè i suoi genitori pregavano per la sua guarigione invece di cercare aiuto da un qualsiasi medico per una curabile forma di diabete.

"Hanno pregato e pregato finchè la bambina non è morta" ha detto la polizia.

L' autopsia ha determinato che la ragazza è morta per chetoacidosi diabetica, una malattia che l' ha tenuta malata per circa 30 giorni, soffrendo di sintomi come nausea, vomito, sete eccessiva, perdita di appetito e debolezza.

Il capo della polizia metropolitana di Weston( città della ragazzina morta) Dan Vergin ha detto che i genitori di Madeline Neumann, la bambina, è morta a causa della loro poca fede e credevano che la chiave per la guarigione della figlia fosse continuare a pregare. Ma la cosa che ha sorpreso di più gli agenti è stato quando la madre ha confessato la speranza che la figlia possa ancora resuscitare.

Questo strano comportamento può essere spiegato dal fatto che quando la bambina aveva 3 anni fu portata dal dottore il quale venne sorpreso dai genitori mentre stava fotografando la loro figlia.

Madeline aveva frequentato il primo semestre, ma non era più tornata a causa della malattia.
Così preoccupati i parenti hanno chiamato la polizia chiedendo che controllassero la casa.
Quando gli agenti arrivarono, la portarono subito in ospedale dove dichiararono il decesso.

La bambina aveva anche 3 fratelli di che vanno dai 13 ai 16 anni.
"Sono ancora in casa", ha detto il capo della polizia. "Non vi è alcun motivo per rimuoverli. Non vi è alcun abuso o segni di abusi che possiamo notare".

Un' altra storia di, non so come dire, in effetti non ci sono parole per certi genitori. Credere che la figlia possa guarire con la preghiera e che poi possa resuscitare è veramente incredibile, ormai se ne sentono di tutti i colori.
Fonte

Nuova polemica BBC per l' origine della Sindone

Appena una settimana dopo il tanto discusso documentario in cui la BBC rappresentava una nuova interpretazione della crocifissione che aveva destato la rabbia in alcuni ambienti religiosi; la BBC affronterà questo sabato uno dei più intriganti misteri della storia del cristianesimo con la trasmissione di un documentario che ha riaperto il dibattito su l'origine della Sacra Sindone di Torino. Il programma si prefigge di esaminare nuovamente la celebre analisi del carbonio 14 effettuata 20 anni fa, la quale aveva stabilito che quel pezzo di lino potrebbe non essere il sudario che avvolse il corpo di Cristo dopo essere stato crocifisso, perché risalente tra il 1295 e il 1360.

Due decenni dopo che le prove furono fatte su un campione da tre diversi gruppi che lavoravano in parallelo, i laboratori di Zurigo, Arizona e Oxford, vari esperti hanno ammesso che oggi il perfezionamento dei metodi per la datazione archeologica può superare e persino negare il verdetto. Il documentario "La Sindone di Torino"comunque non pretende né può raggiungere delle conclusioni assolute, ma apre la strada a coloro che hanno sempre sostenuto che la relatività della scienza ritiene falsa questa reliquia, forse la più studiata della storia, conosciuta come la Sacra Síndone.

Tra le opinioni del pubblico radiotelevisivo britannico emerge quela del professore Christopher Bronk Ramsey, attuale direttore del laboratorio Accelerator Unit presso l'Università di Oxford, dove ha condotto l'analisi della Sindone, nel 1988. Ramsey continua a seguire l'esito di tali test, ma ammette che potrebbero essere distorti a causa della contaminazione del tessuto di lino dovuto agli eventi del tempo (si conoscono tre incendi), e si è impegnato a replicare la Sindone nel suo laboratorio in un futuro prossimo, con il supporto delle nuove tecnologie. La notizia è stata accolta con favore da molti critici della tecnica del carbonio 14.

Il programma vedrà i telespettatori britannici, alla vigilia della domenica di Pasqua, esaminare la storia della Sindone che, secondo la tradizione religiosa, avvolse il corpo di Gesù, e che arrivò a Torino nel 1578, dove è esposta al pubblico solo in rare occasioni.

Il docomentario della BBC si riferisce anche alla Sindone di Oviedo, che coprì il volto di Gesù morto, e seguendo la descrizione di San Giovanni nel Vangelo, a partire dalle macchie di sangue i due pezzi sembrano corrispondere e mostrano anche lo stesso gruppo (AB).

I risultati, che potrebbero portare ad una incredibile verità, saranno distribuiti in Italia lunedì sera in primavisione e presentata dal noto e controverso giornalista Bruno Vespa.

La religione dello sport

Il calcio, qui da noi in Italia è considerato il gioco più bello del mondo e certe volte diventa la cosa più importante in assoluto per qualcuno, tanto da generare commenti come quelli dell' ex allenatore del Liverpool, che per qualcuno può sembrare molto preoccupante:"Alcune persone pensano che calcio è una questione di vita o di morte," disse una volta alla fine di una partita,"vi assicuro, che è molto di più".

Qualcuno potrà obbiettare che in fondo è solo una frase un po' enfatizzata e detta alla fine di una partita.Quando però vedi, nella Coppa d' Africa, la squadra nigeriana ammucchiarsi e impegnarsi in una fervente preghiera prima della partita, quella frase di Bill Shankly incomincia ad avere un senso e una sua verità.
La domanda è ovviamente perchè Dio viene trascinato in quello che è soltanto un passatempo, un gioco che, oltre tutto, metà della popolazione, soprattutto femminile, non trova così interessante.

Quindi coloro che non seguono il calcio potrebbero pensare che sia assurdo tutto questo, in fondo non è solo un gioco?
Ma vedendo la serietà con cui pregavano, si potrebbe perdonarli pensando che stavano pregando per la pace in Medio Oriente, anche se è molto improbabile.
Comunque vedendo i risultati ottenuti durante la coppa forse le preghiere sono servite, o forse no...

Per quelli che invece conoscono già la logica del calcio, incominciano a capire perchè ai tifosi vengono attribuiti aggettivi come "fedeli", o perchè Roberto Baggio venga chiamato il Codino Divino e l' ex centrocampista del Manchester United Eric Cantona "Dio".
Ma non è così un sacrilegio come si può pensare, infatti re Davide (Salmo 82:6) in un momento di intuizione, forse dopo avere avuto una visione in cui egli vide il futuro glorioso del calcio, ha dichiarato che "voi siete dèi, voi siete tutti figli dell' Altissimo ".

Ritornando alla frase di Shankly si dà un senso alle tanti morti di tifosi, soprattutto in questi ultimi anni. Infatti morire per il calcio era impensabile pochi decenni fa.

Dobbiamo ricordare che la percezione pubblica del calcio per la maggior parte degli anni Ottanta è stata riassunta da un articolo del Sunday Times, che sostiene che è stata 'una baraccopoli di sport per la gente delle baraccopoli', ha scritto.

Ora anche la Chiesa Cattolica, ha fatto il suo ingresso nella baraccopoli.

Il segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, un appassionato di calcio, prevede che un giorno la squadra possa giocare in Serie A. Il talento non dovrebbe essere un problema, infatti nei seminari abbondano giovani calciatori di talento, tra i quali soprattutto i brasiliani. E non stiamo parlando di brasiliani come, il pallone d' oro Kaka, che di tanto in tanto indossa una maglietta sotto la sua divisa che evangelicamente dichiara "Io appartengo a Gesù". Forse quando i giocatori appartengono a Gesù, la corruzione e truffe possono essere una cosa del passato.

Il Vaticano ha introdotto un codice etico nella sua squadra, punendo i falli cattivi e vietando ai tifosi di urlare contro i tifosi avversari e arbitri.

In Scozia, invece, il derby Rangers contro Celtic è diventata una guerra tra protestanti e cattolici. Sacerdoti appartenenti alle diverse fedi offrono preghiere durante la messa per chiedere di battere l' avversario.

Ma la religione si è spinta ancora più in là come nel caso della AmaZulu, una squadra di calcio che, una volta giocava nello Zimbabwe's Premier League. L' AmaZulu è stata retrocessa perchè si è rifiutata di giocare al sabato. L' anno dopo il suo team è stato retrocesso, ma dice di non "perdere di vista i valori religiosi, per qualsiasi motivo. Forse la nostra ricompensa per tutti gli investimenti non è qui sulla Terra."

Ci sono poi giocatori come Nwankwo Kanu che danno il merito a Dio per la loro carriera fortunata e per i loro successi.A Kalu, infatti, nel 1990 era stato diagnosticato un problema cardiaco ma con la preghiera, dice lui, è riuscito a sconfiggerlo e ad ottenere grandi risultati.

Ma se ci sono giocatori che sono pronti a pregare e a ringraziare Dio quando le cose vanno bene, c'è anche chi trova come risposta alle grandi qualità di un giocatore proprio Dio.
Questo è il caso di Cantona, che dopo la morte del grande George Best, riflettè a voce alta:"dopo la sua prima sessione di allenamento in cielo, George Best, dalla sua fascia preferita, la destra , ha fatto girare la testa con le sue finte a Dio , che è stato assegnato a terzino di sinistra. Vorrei per amore che mi lasciasse un posto nella sua squadra, quella di George Best, non quella di Dio. "

Forse Shankly parlava per lo sport in generale, quando diceva che era più importante della vita e della morte.

Cattolici irritati. Polemica per la crocifissione mostrata dalla BBC


Con l' intenzio di mostrare gli ultimi giorni passati da Gesù a un pubblico contemporaneo, la BBC ha finito per irritare i cristiani più tradizionalisti per aver cambiato la classica rappresentazione della crocifissione in una programma televisivo. Nel programma, "La Passione", una serie di quattro capitoli che il canale ha mostrato in anteprima la scorsa notte, si vede l'immagine di Cristo con le braccia alte, inchiodato alla croce, non sulle mani, e con le gambe piegate.
Diversi teologi hanno accusato la trasmissione di "reinventare" la narrazione biblica e "fuorviare deliberatamente" il pubblico, ma i responsabili del programma sostengono di aver sostenuto un'intensa attività di ricerca per fornire tale versione alternativa.

L' autore del disegno Simon Elliott ha preso come riferimento la scoperta di uno scheletro crocifisso vicino a Gerusalemme nel 1968, l'unica scoperta archeologica del suo genere e ha usato la stessa posizione per riprodurla nella trasmissione della BBC. "I Romani crocifiggevano le persone in modi diversi, e questo metodo è stato uno dei più diffusi ed efficaci", conferma il professore di religione della Duke University, Mark Goodacre, che ha fatto da consulente per il programma.

Non è però stata criticata da tutti questa nuova interpretazione. Il vescovo cattolico della diocesi di Arundel e Brighton, Kieran Conry, infatti, dichiara di essere felice che una trasmissione dia ai protagonisti de La Passione "una più autentica dimensione umana".

Il prelato si congratula da ieri dalle pagine della stampa per la BBC per il fatto di aver affrontato la storia religiosa in prima serata nonostante i tempi di "intolleranza" che seguono e loda lo sforzo di tradurre il Vangelo, per il pubblico di oggi.

Uno sforzo che, dice il portavoce della Chiesa anglicana Gillian Oliver, "ci consente di tradurre il nostro messaggio in un nuovo linguaggio che affronta la storia sacra in termini attuali".

No del Vescovo: niente funerale per il chirurgo che uccise moglie e figlie e si suicidò

Enrico Brandimarte, 48 anni, lunedì aveva barbaramente ucciso a martellate prima le figlie, Rossella, di 14 anni, e Cristina, di 11, colpendole al capo con un martello. Poi, aveva legato al letto con una corda la moglie, Anna Maria Fanelli, di 44 anni, e le aveva sfondato la testa con alcune martellate. Successivamente l'uomo uscì di casa, per telefonare in ospedale per comunicare ad una collega della moglie di aver compiuto il massacro, e una volta rientrato nell'appartamento si suicidò, recidendosi le arterie femorali.

I funerali dovevano tenersi in questi giorni ma per il chirurgo, l'arcivescovo della citta' jonica, Benigno Luigi Papa, ha comunicato che non ci saranno i funerali ecclesiastici