Spiga
Visualizzazione post con etichetta nuovo prodotti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nuovo prodotti. Mostra tutti i post

Solar Fizz: la doccia solare portatile da giardino


Quest' oggi voglio presentarvi un' altro eco-prodotto molto interessante, secondo me, e anche molto utile.
Quella che vedete nell' immagine è la Solar Fizz: una doccia solare da giardino.
Utilizza un semplice pannello solare per riscaldare l'acqua ad una temperatura superiore ai 70 ° C senza utilizzare energia elettrica.
L'intera unità richiede meno di un minuto per essere montata senza bisogno di strumenti particolari e tutto ciò che dovete fare perchè sia utilizzabile è semplicemente collegarla a una canna d' acqua. Poi funziona tutto come una doccia normale e c'è, ovviamente, anche la possibilità di regolare la temperatura dell' acqua. È anche possibile regolare l'altezza della doccia da 130 cm a 230 centimetri in base alle proprie comodità e dopo aver finito, si può usare l'acqua per annaffiare i fiori del vostro giardino.
Se qualcuno ha trovato interessante questa doccia portatile può trovare altre informazioni sul sito della Solar Fizz

Eclipse Intuit Mobile: l' eco-telefonino



Molto spesso quando parliamo di eco-gadget pensiamo a degli oggetti molto utili e ben pensati, che danno il loro, seppur piccolo, contributo a salvaguardare il nostro Pianeta. Ma che non tengono il confronto con i prodotti di ultima generazione, non tanto per il design ma per i loro componenti.
Questa volta, però, basta dare uno sguardo all' Eclipse Intuit per incoraggiare anche i più scettici a rivalutare gli eco-prodotti.




Disegnato da Eddie Goh, questo cellulare possiede tutte le caratteristiche che ognuno di noi si aspetta dai nuovissimi telefonini: fotocamera da 5 megapixel e touch-screen per esempio.
Ma ciò che rende veramente unico questo prodotto è il poter ricaricare la batteria quando è esposto a qualsiasi fonte di luce.



Eclipse indica che i prodotti ecologici possono essere trendy e competere con quelli normali, oltre ad essere molto più utili a causa della loro eco-natura. Si spera di vedere più cose che rientrano nella stessa categoria e con la stessa impronta di stile e di sostanza.

L'alternativa agli inceneritori esiste. Si chiama Trattamento Meccanico Biologico dei rifiuti.

Qui di seguito riporto un articolo molto interessante sul trattamento meccanico biologico dei rifiuti tratto da globalproject.info

Il trattamento meccanico biologico dei rifiuti (MTB) è una tecnologia per la gestione a freddo dei rifiuti indifferenziati. Tali impianti separano in vari flussi (metalli, plastica, vetro...) il residuo delle raccolte diferenziate, La componente organica separata dal residuo inorganico viene ulteriormente separata e destinata in parte al compostaggio (il compost risultante puo' essere utilizzato per riempimenti, sottofondi e opere di copertura di discariche) e in parte alla digestione anaerobica per produrre biogas (impiegato come combustibile). La frazione residua da mettere in discarica al termine del processo è attualmente stimabile in un 9% di tutti gli RSU, tale frazione pero' è inerte e dieci volte meno inquinante del caso degli RSU non trattati nelle discariche tradizionali.

Le fasi di funzionamento del trattamento a freddo meccanico biologico MTB


1. Separazione meccanica dei diversi flussi tramite vagliatura. Ciò che rimane sopra il vaglio (chiamato sopravaglio) è costituito principalmente da materiale inorganico recuperabile (vetro, plastica, metalli, tessuti,...). Ciò che filtra sotto il vaglio (sottovaglio) è sostanzialmente rifiuto organico.

2. Recupero dei materiali. Sfruttando la differente densità dei materiali si adottano mezzi meccanici diversi per separare completamente i materiali del sopravaglio e avviarli all’industria del riciclaggio. Sarebbe molto utile che all’interno dell’area dell’impianto TMB vi siano anche impianti per il riciclaggio, che in Italia non sono così sviluppati e che permetterebbero ingenti guadagni, come avviene all’estero.

3. Percolazione. Il sottovaglio, costituito da rifiuti organici è composto da una parte solida e da una liquida. Il percolatore separa le due frazioni in modo che la parte solida sia mandata al gruppo di compostaggio, mentre quella liquida viene immessa nel digestore anaerobico (cioè funziona in assenza di ossigeno) per produrre biogas.

4. Compostaggio. I rifiuti organici solidi sono digeriti da microorganismi aerobi (cioè lavorano in presenza di ossigeno) per produrre un humus fertile adatto per il ricoprimento delle discariche (che permette di far sì che il carbonio della parte organica dei rifiuti della discarica sia sequestrato dal terreno, riducendo la formazione di gas serra come metano e anidride carbonica). Il compost non può attualmente essere usato in campo agricolo - a differenza del caso di impianto di compostaggio dedicati solo ai rifiuti organici- perché questo compost è contaminato da altre sostanze dei rifiuti solidi urbani.

5. Digestione anaerobica. In un grosso reattore la parte liquida dei rifiuti organici è degradata da batteri anaeobi in modo accelerato, al fine di produrre biogas. Questo viene poi filtrato e depurato per recuperare il metano in esso contenuto (fino a un 70%) e venderlo o come combustibile o come gas da cucina (e così risolviamo in parte il problema del gas).

6. Centro di ricerca. Un centro in cui si studiano i limiti dell’impianto nel recuperare i materiali e il modo in cui questi sono progettati. Il fine è indicare ai produttori la via migliore per riprogettare i prodotti in modo che siano riciclabili al 100% e trovare soluzioni migliori per migliorare l’impianto stesso per recuperare il più possibile.




voi cosa ne pensate?

Addio vecchie confezioni, la spesa diventa sfusa

A Roma, latte e detersivo si vendono alla spina. Un modo intelligente per risparmiare e combattere l'inquinamento.

In Germania le cameriere rischiano il posto. Largo alla tecnologia

Se ti capiterà di andare a mangiare in un ristorante in Germania, il menù non ti sarà portato da una bella cameriera bionda, ma troverai un sistema completamente automatizzato che ti permetterà di consultare il menù e ordinare direttamente la tua cena da un monitor touch-screen, senza bisogno di aspettare una vita prima che la cameriera venga a prendere l' ordinazione. Oltre a questo, dopo aver ordinato, si può tranquillamente pagare con carta di credito tramite questo monitor, presente in ogni tavolo del ristorante, che funge da pannello di controllo.

Ma non è finita qui. E' qui che viene la parte più sorprendente dei nuovi ristoranti automatizzati; io parlo ancora di ristorante ma a dir la verità assomiglia più alle montagne russe, con binari di metallo che si incrociano in tutta la sala da pranzo e che a dirla tutta sono un po' anti estetici; ma sono essenziali se si vuole mangiare. Infatti questi binari hanno il compito di trasportare il cibo che abbiamo ordinato poco prima dal nostro menù elettronico.

Questi nastri trasportatori partono dalla cucina, che si trova di sopra, per arrivare nei vari tavoli, per poi essere appoggiate in dei vassoi sopra il tavolo.

Michael Mack, il proprietario dell' innovativo ristorante ha detto che non ha bisogno di cameriere, dato che il cliente può usare il monitor touch-screen per navigare nel menu e scegliere il suo pasto.
Si può anche utilizzare il computer per inviare e-mail e messaggi durante l'attesa.

Per fortuna, almeno in cucina, ci sono i cuochi, probabilmente non hanno ancora capito come fare per atumatizzare anche loro.
Il cibo è preparato in cucina, e una volta pronto viene inviato attraverso il sofisticato sistema fatto di rotaie tipo quelle delle montagne russe, per mandarlo al cliente che l' aveva ordinato.

Il ristorante è un' invenzione di Michael Mack.
"Volevo realizzare un sistema comletamente automatizzato, più efficiente e più confortevole." spiega il portavoce del ristorante "In questo modo è anche possibile ridurre il costo del lavoro. Non c'è bisogno di cameriere che prendano gli ordini e portino da mangiare."

Nel ristorante, comunque, è presente ancora un po' di personale umano per spiegare e aiutare i clienti alle prese con questo nuovo sistema.

In ultima si può dire che sia più economico non solo per il proprietario del ristorante ma anche per i clienti che non sono più costretti a lasciare la mancia alle belle cameriere tedesche.

La nuova vodka solo per ragazze preoccupa la Russia

"Tra di noi, ragazze". Questo è lo slogan di una nuova marca di vodka, che in questi giorni riempie le pagine delle riviste femminili e le stazioni della metropolitana della Russia. La firma Deyros ha lanciato nel dicembre la Damskaya vodka, che secondo il suo creatore, Igor Volodin, è "più innocue che il cioccolato". Ma il nuovo prodotto preoccupa il settore medico, che teme una nuova ondata di alcolismo tra i russi, in questo caso, tra le russe.

I suoi creatori dicono che è l'ideale per accompagnare un' insalata dopo una sessione in palestra. I produttori hanno pensato ad un elegante design per la bottiglia con etichetta argento e dal color violetta. Secondo Yuri Sorokin, uno psicologo di un centro di riabilitazione per alcolisti e tossicodipendenti, il 60% dei pazienti con problemi di alcolismo sono donne.

Cifre preoccupanti

Dati da Mosca Serbsky Istituto di Psichiatria Sociale indicano che in Russia ci sono circa 2,5 milioni di alcolisti, ma la cifra reale è superiore a sette volte a quella uficiale. "Credo che l'alcolismo è un problema enorme e la Russia, tanto grande quanto nascosto come la punta di un iceberg sommerso", spiega Sorokin.

Il creatore della Damskaya insiste: "La Russia ha bisogno di avere una propria bevanda. A Mosca ci sono taxi rosa solo per le donne, ma non c'è la vodka. Ci sono sempre più persone con il diabete che alcolisti in questo paese ma nessuno ha ancora vietato gli annunci sul cioccolato ", ha aggiunto Volodin.

Lanciato lo scorso dicembre, la vodka tutta femminile è prodotta in una distilleria a San Pietroburgo. In Russia, il tasso di crescita annuale del mercato della vodka è di circa il 15%, secondo Volodin, in parte grazie alle vendite delle suoe bottiglie, il cui prezzo è di circa 15 euro, che è il motivo per cui i suoi principali consumatori sono per la maggior parte donne sposate, ben istruite e ricche.